Actions

Work Header

Fotografie

Summary:

[...]
Mima non si è stufato di ciò che ha sempre ritratto, non ha perso interesse nelle meraviglie della quotidianità che ancora lo fanno emozionare. Semplicemente le sue foto ora ritraggono ciò che considera casa. Semplicemente, il suo cuore ha trovato un nuovo soggetto capace di destare in lui un interesse tale da essere incontrollabile. A Mima non è mai piaciuto particolarmente ritrarre le persone, ma con Miyuki tutto prende una nuova piega. Con Miyuki tutto è diverso.
[...]

Notes:

Ero indecisissima sul tema della fic di oggi, indecisa tra il buttarmi sul fluff stupido o su quello un po' più romantico; ho scelto il secondo dopo aver iniziato a scorrere la galleria sulle foto di questa estate💘
Questa è tutta per te bub💘

Work Text:

Mima ama fotografare ciò che considera bello, ciò per cui ritiene che valga la pena immortalare un singolo attimo in uno scatto che viene rubato al tempo con il suono di un click. Basta premere un tasto per diventare ladri di momenti, ladri di istanti le cui immagini, al pari delle emozioni, non sbiadiscono completamente fino all’eliminarsi da sé con il trascorrere degli anni.

Mima ama fotografare, e nel corso della sua vita si è ritrovato a ritrarre i più svariati soggetti, da quelli complessi sino a ciò che veniva ritenuto semplice ma sempre con accezione negativa. Quasi la sua fosse una perdita di tempo invece che una passione, quasi non valesse la pena sprecare le prestazioni della macchina per due tazze messe in riga.

Ma a Mima piace osservare, e quelle che per pochi sono scatti da nulla per lui rappresentano delle composizioni in cui dietro vi si cela il mondo. Come quello che si nasconde nell’attimo esatto in cui la luce sa tingere nella maniera corretta l’oggetto su cui vuole focalizzarsi, o quell’universo che segue ad una folata di vento che muove le foglie a festa, rendendo le fotografie di un semplice albero più come una danza di uno spirito della foresta in un tiepido pomeriggio d’autunno.

Mima non si è stufato di ciò che ha sempre ritratto, non ha perso interesse nelle meraviglie della quotidianità che ancora lo fanno emozionare. Semplicemente le sue foto ora ritraggono ciò che considera casa. Semplicemente, il suo cuore ha trovato un nuovo soggetto capace di destare in lui un interesse tale da essere incontrollabile. A Mima non è mai piaciuto particolarmente ritrarre le persone, ma con Miyuki tutto prende una nuova piega. Con Miyuki tutto è diverso.

Poggiare l’obbiettivo sulla sua figura quando è distratto - perché Miyuki non si mette in posa; non lo sa fare, e Mima preferisce approfittare solo dei momenti in cui le sue emozioni sono spontanee, in cui la sua anima splende più della luce stessa- comporta una cura maggiore, una cieca determinazione da parte sua che si concretizza nel voler catturare qualsiasi cosa.

Non cestina nessuna foto di lui, perché in realtà gli piacciono tutte. 

Ma nella sua cartella speciale Mima salva solo quelle per cui crede di aver strappato una risata allo scorrere del tempo, di averla intrappolata nella carta, in dei semplici pixel, o di essere riuscito a custodire in quel piccolo rettangolo il suono del suo respiro regolare quando Miyuki dorme e sa di essere al sicuro dal resto del mondo tra le sue braccia.

Sono foto i cui colori non cambiano granché, rispetto ai suoi vecchi soggetti. Mima ama rappresentare i toni caldi, gli piace catturare gli attimi che per lui rappresentano il massimo della vita. Ma Miyuki gli ha insegnato ad apprezzare anche il lato freddo dello spettro, quelle sfumature che forse non avrebbe mai considerato se un giorno la luce non si fosse posata sul suo viso in una maniera quasi angelica, i capelli scompigliati dal vento della notte. Sono colori che non avrebbe mai considerato se il suo sguardo non fosse scivolato, e non si fosse incatenato, nella figura di Miyuki con il mare sullo sfondo e le luci della passeggiata che lo avvolgevano come in quadro. Non avrebbe considerato tutti quei blu, quei grigi e quei viola se il suo ragazzo non gli avesse aperto gli occhi su quanto il mondo potesse ancora dare ad uno come lui. Lo aveva quasi strappato da un sonno, da un mondo in cui non gli era concesso andare oltre mostrandogli che invece c’era vita oltre il debole confine della sua mente.

Sta riguardando tutte le foto dell’ultimo finesettimana, quelle scattate in un piccolo café che sono soliti frequentare. Tutte foto ritraenti un Miyuki ripreso da varie angolazioni mentre questo non si accorgeva nemmeno di avere l’obbiettivo puntato contro. 

Mima ripassa alla mente quel pomeriggio tramite il susseguirsi degli scatti, dal momento in cui Miyuki aveva riso per un messaggio di Kuramochi a quando aveva iniziato a mangiare la sua torta salata, lasciando la forchetta in bocca come i bambini mentre la sua attenzione veniva attirata da un giornale sportivo che non aveva esitato a leggere.

Mima sorride, alla vista di quei momenti. E sorride quando come da rituale osserva le foto più vecchie, e quelle più vecchie ancora fino a quando Miyuki, appisolatosi sul suo petto, non gli chiede di spegnere la luce e di addormentarsi con lui.

E lui lo accontenta.

Mima ama fotografare, ma sa che ci sono dei momenti che solo una macchina speciale può catturare in un click che ha lo stesso suono di un bacio dato sulla fronte come buonanotte, di una risata stanca sotto le coperte. Sa che ci sono momenti che non sono fatti per rimanere sulla carta. 

E lo accetta.

A patto che possano rimanere nella sua anima fino alla fine dei suoi giorni.