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Mou Ikkai Kisu Shite

Summary:

“In un bacio, saprai tutto quello che è stato taciuto.”
Pablo Neruda

Raccolta di one-shot con argomento "Un bacio ..."

Notes:

Salve a tutti!

Questa raccolta in realtà è un regalo di Natale per Deh_LorasWeasley, che mi sopporta, che mi supporta e che mi raggira con idee di cui so mi pentirò dopo qualche tempo. Ma è la mia Manager-san e la cosa è reciproca, quindi no regrets.

Buona lettura!!!

Chapter 1: Bacio al gusto di alcool - Jamil x Kalim

Chapter Text

 

 

Era strano avere in bocca il sapore dell'anice.

Lo sentiva fresco e forte, fin troppo presente, a giocare con la sua lingua e fargli pensare che forse – forse - Jamil non sarebbe stato felice della cosa.

La grande festa organizzata era finita da tempo. Gli archi aperti portavano nella sala l'aria lunare, l'odore di sabbia e il silenzio frenetico della vita notturna; i veli cadenti portavano un aspetto stanco, pesante, abbandonandosi nel vuoto come pezze pregiate e accostandosi ai grandi cuscini dimenticati; i tavoli erano scomposti, disordinati, a raccontare di cibo consumato e bevande sorseggiate con più o meno accortezza.

Jamil gli aveva consigliato di andare a dormire.

Kalim aveva preso due bicchieri con sé e gliene aveva porto uno, sorridendo e convincendolo ad accompagnarlo per un ultimo brindisi.

Il latte di cocco era cremoso quando gli colpì la gola, ma non pensava che offrire Arak a Jamil lo avrebbe portato così lontano.

Il grembo di Jamil era bollente quando lo spinse sui cuscini e gli salì sopra. Le sue mani erano forti quando le avvertì sui fianchi, ad artigliare pantaloni morbidi e carne fremente. Le labbra gelide quando Kalim si abbassò per unirle alle sue senza chiedergli il permesso.

Anice e gelo gli colpirono naso e palato non appena Jamil aprì la bocca per andare più a fondo, dopo lunghissimi secondi di agitazione statica.

Era sbagliato. Kalim sapeva perfettamente quanto fosse sbagliato, ma oh, erano anni che desiderava averlo in quel modo.

Non preoccupato, non a sua protezione. Ma con lui, a condividere qualcosa che faceva da sfondo alla loro vita da secoli, che avevano rischiato di perdere così tante volte imbastardito da posizioni e mansioni ereditarie pesanti e vincolanti.

Jamil non era ubriaco, ma neanche completamente lucido. Lo capì quando lo spinse contro il suo bacino e se lo portò addosso, le mani dai fianchi fin sulla vita, in alto, a stringere bruscamente la tunica sulla schiena, premendosi contro di lui talmente forte che le labbra contro i denti cominciavano ad essere un fastidio.

Non avrebbe mai osato così tanto se fosse stato sobrio. Non avrebbe mai accettato quello che Kalim gli offriva senza ostacoli, qualcosa di più profondo di quello a cui erano stati imposti da bambini.

Non lo avrebbe mai tenuto in quel modo, spaventato come se potesse scappare, specchio sincero dei sentimenti di Kalim invece troppo espressivi, a strabordare paura e possesso lenendo con baci urgenti e respiri veloci.

Era troppo e troppo poco tutto in una volta e Kalim approfittò di quell'onestà rubata, immergendosi nel sapore di anice mischiato all'uva e pensando che se non avesse provato in quel momento, non sarebbe mai più riuscito ad avere nulla.

Voleva averlo, pensò spingendolo sui cuscini e sentendolo chiamarlo sulla sua bocca.

Anche solo per una volta.